Ok la Silicon Valley… ma da noi come funziona?

Nel mondo assistiamo in modo ricorrente all’affollarsi di tendenze, che in taluni momenti piuttosto che altri, sembrano permeare il nostro vivere quotidiano. Ognuno di noi nota probabilmente solamente ciò che dalla propria visuale va ad interessare passioni ed occupazioni quotidiane. Bene, io che da cinque anni mi trovo a nuotare nello stagno delle start-up, noto forse più altri come questa cosa sia particolarmente modaiola, come se, la parola start-up, non avesse mai avuto uno spazio prima d’ora nell’economia del pianeta; o forse solamente si fosse trovata confinata a regioni troppo circoscritte per diventare un fenomeno planetario. Di start-up, io personalmente, ne ho sentito parlare per la prima volta negli anni 90, nella cosiddetta New Economy e come tutti ne sono rimasto affascinato. Poi il momento di clamore si è bruscamente spento e tutti ne sappiamo i motivi, almeno quelli evidenti, quelli che sono apparsi a sulle pagine di tutti i giornali, quelli che per alcuni di noi hanno anche significato la fine di un sogno di ricchezze “accessibili in cambio di competenza” ed alla portata di tutti.
Eravamo giovani ed inesperti e mi riferisco non solamente a coloro che mettendo i risparmi su WebVan pensavano di aver risolto il problema pensione, ma anche e soprattutto a chi in qualità di professionista del settore pensava davvero che le logiche del profitto con l’avvento dell’Internet, stessero cambiando di punto in bianco. Non servivano più ricavi o profitti per decretare il successo o l’insuccesso di un’impresa, ma bastava seguire un percorso di raccolta-crescita-vendita (anche al mercato con l’IPO) per chiudere il cerchio. Per alcuni ha funzionato, ma solamente perché, dopo l’IPO, presto o tardi, sono arrivati i profitti. Amazon, in questo senso, è il caso che preferisco.
Ma il tonfo dell’economia dell’epoca è stato tanto clamoroso, anche grazie al fatto che il 99,99% del pianeta ha iniziato ad applicare un modello che si era dimostrato vincente per lo 0,01% della geografia terreste, la Silicon Valley. Il modello che, partendo dall’innovazione apportata dal binomio “rete + software”, arrivava a produrre valutazioni assolutamente straordinarie, si è scoperto essere anni dopo quantomeno un trinomio: “rete + software + ecosistema”. L’internet e la tecnologia da sole non erano e non sono sufficienti a produrre un modello di successo assolutamente replicabile.
Ciò che funziona in 200 km quadrati a sud di San Francisco, non è detto che funzioni allo stesso modo ad est di Milano. Abbiamo iniziato a capire che maturità del mercato e maturità dell’area geografica hanno un’influenza fondamentale. Continue…